
Limite di età per adottare un bambino in Francia non si riduce a un numero unico. Diversi limiti coesistono a seconda del tipo di adozione (plena o semplice), dello stato del richiedente (persona singola o coppia) e dell’età del bambino mirato. La riforma entrata in vigore il 1 gennaio 2023 ha ridistribuito questi limiti, abbassando l’età minima e aprendo l’adozione a coppie non sposate.
Età minima e differenza di età: la tabella comparativa dopo la riforma del 2023
Dal 1 gennaio 2023, le condizioni di età sono state modificate rispetto al precedente regime. La tabella qui sotto sintetizza i limiti attuali a seconda della situazione del candidato.
| Situazione | Età minima richiesta | Differenza di età con l’adottato |
|---|---|---|
| Persona singola | 28 anni | Almeno 15 anni (adozione plena) |
| Coppia sposata | Ogni membro deve avere più di 26 anni, oppure giustificare più di un anno di matrimonio | Almeno 15 anni tra il più giovane degli adottanti e l’adottato |
| Coppia in PACS o conviventi | Più di 26 anni ciascuno, o convivenza di almeno un anno | Identica |
L’apertura ai partner di PACS e ai conviventi costituisce il cambiamento più notevole. Prima del 2023, solo le coppie sposate potevano presentare una domanda congiunta. Questa estensione amplia sensibilmente il profilo dei candidati ammissibili.
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Adozione plena e adozione semplice: due logiche di età distinte
La confusione tra adozione plena e adozione semplice offusca la lettura delle regole di età. I due regimi non si rivolgono agli stessi profili di bambini e non producono gli stessi effetti giuridici.
Il limite dei 15 anni del bambino in adozione plena
Il bambino deve in linea di principio avere meno di 15 anni per essere oggetto di un’adozione plena. Deve anche essere stato accolto nella famiglia degli adottanti da almeno sei mesi. Questo periodo di accoglienza decorre dalla collocazione effettiva, non dalla presentazione della richiesta.
Esiste un’eccezione: se il bambino è stato accolto prima dei 15 anni ma la richiesta non è stata presentata in tempo, l’adozione plena rimane possibile fino ai 21 anni. Questo caso riguarda in particolare le procedure internazionali dove i tempi amministrativi si allungano.
Adozione semplice: nessun limite di età per l’adottato
L’adozione semplice non fissa alcun limite di età superiore per l’adottato. Un adulto può essere adottato per via semplice, anche oltre i 60 anni. Tuttavia, la differenza di età minima tra adottante e adottato rimane richiesta, e il consenso personale del bambino è obbligatorio a partire dai 13 anni.
Questa distinzione ha una conseguenza diretta per i candidati di oltre 50 anni. Il loro progetto rimane giuridicamente ammissibile, ma il tipo di adozione accessibile dipende dall’età del bambino che desiderano accogliere.
Età dell’adottante dopo i 45 anni: ciò che la legge non dice ma che l’autorizzazione filtra
Il Codice civile non fissa nessun limite massimo di età per adottare. Un candidato di 55 o 60 anni non è legalmente escluso. La realtà del percorso è diversa.
L’autorizzazione rilasciata dal consiglio dipartimentale costituisce il vero filtro. Gli assistenti sociali valutano la capacità educativa del candidato nel tempo, il che include il suo stato di salute, la sua energia e la proiezione della differenza di età nel momento in cui il bambino sarà adolescente e poi giovane adulto.
- Una coppia di cui uno dei membri ha 50 anni e l’altro 40 anni vedrà il proprio dossier esaminato in base all’età del più anziano, non a una media
- Gli organismi autorizzati per l’adozione internazionale applicano spesso i propri criteri di età, talvolta più restrittivi rispetto al diritto francese
- Alcuni paesi di origine impongono un limite massimo di differenza di età tra adottante e adottato (a volte limitato a 40 o 45 anni di differenza), il che riduce di fatto le possibilità per i candidati più anziani
Il rinnovo dell’autorizzazione dopo i 50 anni rimane possibile, ma le commissioni tendono a indirizzare i candidati verso bambini più grandi, o addirittura verso l’adozione semplice di un adolescente piuttosto che l’accoglienza di un neonato.

Consenso del bambino e limite di età di 13 anni: un vincolo spesso sottovalutato
A partire da 13 anni, il bambino deve dare il proprio consenso personale alla sua adozione. Questo consenso non può essere eluso, nemmeno nell’ambito di disposizioni transitorie. La Corte di Cassazione ha recentemente ricordato che questo requisito si applica senza eccezioni, anche quando sono in corso procedure precedenti al cambiamento di legge.
Questo limite modifica la dinamica del progetto di adozione per i candidati più anziani. Adottare un bambino di 13 anni o più implica ottenere il suo accordo esplicito, il che richiede una relazione preesistente costruita durante il periodo di collocamento. Il tempo necessario per questa costruzione relazionale si aggiunge ai tempi amministrativi.
Per gli adottanti di oltre 45 anni che mirano a un bambino vicino all’adolescenza, il consenso del bambino diventa il criterio determinante, più dell’età del candidato stesso.
I primi anni dopo l’autorizzazione: un fattore di tempo da anticipare
L’autorizzazione è valida per cinque anni. I tempi di attesa variano a seconda del tipo di adozione e del profilo del bambino ricercato. Per l’adozione nazionale di pupilli dello Stato, l’attesa supera spesso diversi anni. Per l’adozione internazionale, i tempi dipendono dal paese di origine e dai propri criteri di idoneità.
Un candidato che ottiene la propria autorizzazione a 44 anni può trovarsi a 49 anni al momento della proposta di abbinamento. A questo punto, alcuni paesi avranno chiuso le loro liste ai candidati di questa fascia di età. Anticipare questo scarto temporale fa parte della valutazione realistica del progetto.
Il diritto francese non chiude alcuna porta sulla base dell’età sola. La combinazione tra la differenza di età legale, i criteri dell’autorizzazione dipartimentale e le esigenze dei paesi di origine disegna un quadro più restrittivo di quanto il Codice civile lasci supporre. Il fattore decisivo non è l’età indicata sulla carta d’identità, ma la coerenza tra il progetto genitoriale e il percorso reale del bambino da accogliere.